mercoledì 30 settembre 2015

Perla del mese - Settembre

Per capire il cuore e la mente di una persona, 
non guardate ciò che ha raggiunto, 
ma ciò a cui aspira.

[Kahlil Gibran]







sabato 12 settembre 2015

Alpeggio Valmeriana

Ogni anno, nei mesi di Luglio e Agosto, la Val d'Aosta presenta una serie di piacevoli eventi a contatto con la vita in alpeggio. Giornate intere dedicate alla conoscenza di questi luoghi immersi in un ambiente lontano dal caotico mondo della città.

La formula è semplice: i visitatori sono invitati a conoscere il ritmo della giornata, le attività, gli attrezzi, tutto quello che è legato alla dimensione dell’alpeggio, attraverso percorsi guidati che mostrano cosa succede nei vari spazi dell’alpeggio, in particolare nella casera, dove nasce la prelibata Fontina DOP.
E poi ancora visite guidate, pranzo con prodotti tipici, polenta, fontina e formaggi freschi oltre ad una speciale parte del programma interamente dedicata ai bambini, con una serie di giochi ed animazioni che permettono un approccio ludico al lavoro della montagna.
Tra gli alpeggi aderenti all'iniziativa quest'anno si possono menzionare:

•25 Luglio 2015 – Alpeggio Champillon – Doues
•1 Agosto 2015 – Alpeggio Djuan – Valsavarenche
•8 Agosto 2015 – Alpeggio Verney – La Thuile
•11 Agosto 2015 Alpeggio Valmeriana – Pontey
•20 Agosto 2015 – Alpeggio Pesse – Saint-Pierre
•22 Agosto 2015 – Alpeggio La Pera – Aymavilles

Decisi dunque a partecipare all'iniziativa puntiamo con entusiasmo all'Alpeggio Valmeriana.
Partiti di buon mattino il giorno dell'evento ci dirigiamo in auto verso Pontey, superiamo il centro abitato e saliamo ancora con l'auto in direzione della piccola frazione di Cloutraz.
La strada si inoltra nel bosco affiancando il sentiero N°8 che si avvicina ad una parete di roccia e prosegue poi fino a Margnier. Superato il bivio (a destra per Margnier, a sinistra per Cloutraz) si sale con sei tornanti fino a Ronchère, poi si superano ancora le piccole frazioni di Perrod e Verthuy per arrivare a destinazione.

Lasciata l'auto lungo i margini della strada si imbocca la strada sterrata diretta all'alpeggio, proprio davanti ad un grande cartello con la mappa dei sentieri e degli itinerari della zona.
Decidiamo di raggiungere l'alpeggio seguendo il comodo sentiero N°1 che conduce sino in punta al Monte Barbeston.
La strada piega a sinistra e a destra si può subito individuare il sentiero N°3 che parte fuori dal centro abitato di Arlier e sale fino al Mont Giron (2703 m) e con una deviazione raggiunge Bellecombe.
Subito dopo un bivio ed una curva della sterrata si vede un cartello giallo sulla destra che indica il sentiero N°1.

Il sentiero si inoltra nel bosco di betulle, pini, larici ed abeti ma senza allontanarsi mai davvero dalla sterrata, che viene incrociata più volte lungo il cammino. Quando gli alberi si fanno più bassi si può scorgere a nord una bella visuale sulla vallata: i centri di Pontey, Chambave e Châtillon, Saint-Denis e le sue pale eoliche, l'imbocco della Valtournenche (con il meraviglioso profilo del Cervino in fondo, parzialmente velato dalle nubi), Saint-Vincent il Monte Zerbion ed il Picco Belin (2482 m).
Usciti dal bosco si riprende la sterrata che supera un piccolo corso d'acqua e prosegue su un tratto di sentiero più esposto e molto panoramico.
Il sentiero prosegue ancora con la stessa pendenza, ora incrociando ora allontanandosi un poco dalla sterrata fino ad un tratto molto più vicino al Torrente Molina che più avanti si supera grazie ad un piccolo ponte in legno.
Lungo il sentiero, quasi prossimi alla destinazione, un pannello informativo presenta una curiosa struttura di interesse storico-archeologico: un forno di fusione, una antica torre in pietra utilizzata come centro di lavorazione dei metalli, non lontana dal sito della Valmeriana da dove partono gli itinerari per le macine in pietra e le grotte.

Usciti per l'ultima volta dal bosco, quasi a quota 1687 m, si incontra nuovamente la sterrata dalla quale più in alto è già visibile la struttura dell'alpeggio.
Dai pascoli fioriti che circondano la sterrata il panorama è incantevole, il Cervino svetta con alla destra il Breithorn e la Roccia Nera. In condizioni di bel tempo atmosferico e buona visibilità si possono individuare anche il massiccio del Rosa e la Piramide Vincent.
La sterrata compie una larga curva e raggiunge l'alpeggio dominato dalla rocciosa Cima Nera.
Il percorso qui descritto è davvero molto semplice. La pendenza non è mai eccessiva ed il sentiero è chiaramente curato e mantenuto in buonissimo stato: segnavia e cartelli evidenti, assenza di alberi schiantati, esbosco perfetto e non esagerato.

Un'escursione che merita di essere ampliata con una visita alle cavità naturali ed alle macine della Valmeriana, oppure con il raggiungimento della cima Barbeston a 2482 m.
Ringrazio Giorgia per l'escursione e per la condivisione del gustoso pranzo offerto dall'alpeggio.

















































venerdì 4 settembre 2015

Laghi Cime Bianche

Breuil-Cervinia è un centro abitato della Valle d'Aosta famoso come località sciistica e come base di partenza per numerosi storici tentativi di ascensione del Cervino.
Ma il Cervino non è la sola meta degna di interesse di quest'area della Valtournenche: dal piazzale nei pressi della funivia, è possibile raggiungere rapidamente numerosi itinerari interessanti e panoramici che circondano la città e che permettono di raggiungere luoghi di indescrivibile bellezza.

Tra questi i Laghi Cime Bianche.
Situati a circa 2804 m alle pendici della Testa Grigia (3480 m) questi specchi d'acqua vengono riforniti dai ghiacciai e generano il Torrente Marmore, a sua volta importante affluente della Dora Baltea.

Per raggiungere i Laghi partendo dal Piazzale Funivie occorre oltrepassare il ponte sul Torrente Marmore e girare a sinistra sulla sterrata fino ad incontrare il sentiero N°15 che devia a sinistra su un piccolo ponte in pietra e poi prende a salire con una discreta pendenza proprio sotto le linee della funivia Breuil-Plan Maison.
Si supera Tsa di Vieille a circa 2450 m e con alcuni tornanti leggermente più ripidi, insieme ad un paio di attraversamenti del Marmore, si sale fino a Plan Maison da dove il Cervino fa mostra di sè in tutta la sua imponenza.
Dall'altra parte del Torrente Vieille è ben visibile la seggiovia Cretaz che da Cervinia sale fino a Plan Torrette e poi ancora oltre, dopo la gola del Torrente del Cervino, in alto a 2802 m, il Rifugio Lo Riondè (Duca degli Abruzzi).

Proseguiamo per il nostro tragitto, lasciamo il sentiero N°15 e, con il Cervino a sinistra ci dirigiamo verso un crocevia poco più avanti per poi piegare a destra lungo il sentiero N° 18.
Il sentiero è sempre ben tracciato da frecce gialle e bollini segnavia, solo in un punto risulta leggermente esposto e vicino ad una parete di roccia, dove per precauzione sono stati installati dei gradini ed un corrimano in acciaio.
Si prosegue fino a 2550 m circa con la cabinovia Laghi Bianchi sopra la testa, avvicinandosi sempre più alla grande diga che forma il Lago Goillet. Le pareti del Cervino, sulle quali sono state scritte pagine indimenticabili della storia dell'alpinismo, si specchiano sulle acque azzurre del Goillet.

La Diga del Lago Goillet fu ultimata nel 1947, ha un'altezza di 48,60 e un invaso con una capacità utile di oltre 11 milioni di metri cubi d'acqua che, mediante una galleria di derivazione e una condotta forzata, alimenta i due gruppi generatori della centrale di Perrères. La particolarità di questa diga a gravità è la sua realizzazione perfettamente rettilinea. Giornalmente vengono eseguite procedure di controllo all'interno delle lunghe gallerie e dei cunicoli che la percorrono. L'area attorno al lago, ben nota agli amanti degli sport invernali, è molto vicina alla pista Ventina che offre numerosi spunti d'interesse, anche nei mesi in cui la neve si ritira sui ghiacciai e sulle cime più elevate, lasciando spazio alle praterie d'alta quota e alle splendide fioriture delle piante alpine. Nei pressi del lago, a volte, è possibile incontrare camosci e marmotte.

La diga del Goillet è gestita dal Gruppo CVA per la produzione di energia idroelettrica. Il territorio valdostano caratterizza la produzione di energia del Gruppo CVA con numeri di assoluto rilievo. A ciò si aggiunge la costante attenzione del Gruppo CVA per l'ambiente, per il rispetto del territorio, per mantenere un rapporto diretto e costante con le Comunità locali e le Autorità presenti, per garantire la sicurezza degli impianti, che porta a importanti vantaggi diretti per il territorio come la regolazione dei flussi dei torrenti e la laminazione di eventuali piene. Sfruttare in modo attento e rispettoso la risorsa idrica locale vuol dire, per il Gruppo, operare costantemente su centrali, invasi, bacini, condotte, e canali, osservando altissimi standard qualitativi di funzionamento e manutenzione. Il Gruppo CVA è presente, nel settore delle rinnovabili, anche con impianti che producono energia pulita da vento e sole, in Valle d'Aosta e in altre regioni d'Italia.

Tra gli altri impianti gestiti dal Gruppo CVA possiamo menzionare il Bacino di By, la Diga di Place Moulin, le Dighe di Cignana e del Lago Gabiet, il Bacino di Brusson, l'impianto di Lillaz, il Lago di Miserin e del Vercoche.
Superata una chiusa è necessario piegare a sinistra ed imboccare il sentiero N°35 mantenendo il Goillet sulla destra.
Il sentiero N°35 scende lievemente di quota nel primo tratto,  in direzione  delle cime rocciose del Motta di Plété (cima sud 3017 m - cima nord 2869 m - cima ovest 2836 m) poi supera una baita diroccata ed alcuni bassi ruscelli per poi riprendere a salire dolcemente fino a quota 2624 m dove incontra una sterrata ampia e ben visibile. Imbocchiamo a sinistra la strada sterrata e saliamo fino alla nostra meta finale, facilmente individuabile proprio accanto alla stazione della cabinovia.

Il lago è di un azzurro magnifico che incanta, il paesaggio attorno alle sue sponde è roccioso, quasi lunare, con sporadiche masse di neve ancora presenti nei punti in ombra.
Vicino al lago più grande parte la sterrata TMR (Tour Monte Rosa) indicata sulle cartine 1:25000 della Valle del Cervino. La TMR prosegue verso nord in direzione della Cappella Bentandini a 3041 m e a sud verso il Colle Superiore Cime Bianche a 2982 m.

Il sentiero qui descritto è molto semplice dal punto di vista tecnico, la lunghezza complessiva può creare qualche difficoltà a chi non è molto abituato, portando famiglie con bambini e frequentatori della montagna meno esperti a prediligere l'utilizzo della funivia e della cabinovia per salire.
Ringrazio Giorgia per la piacevole compagnia durante la camminata.