lunedì 31 agosto 2015

Perla del mese - Agosto

The Mountains, grow unnoticed
Their Purple figures rise
Without attempt, exhaustion,
Assistance or Applause,

In Their Eternal Faces
The Sun, with broad delight,
Looks long, and last, and golden
For fellowship at night
[Emily Dickinson]


giovedì 27 agosto 2015

Mont Greumé

Il Monte Greumè è un rilievo di 1821 m situato nella Valle del Gran San Bernardo, uno dei primi che si incontra nel territorio di Saint Nicolas in Val d'Aosta se si procede dalla Dora verso nord.
Si tratta di un interessante punto panoramico dal quale si può osservare l'imbocco della Valle di
Rhêmes, della Valsavarenche e della Valle di Cogne, la Grivola, il Monte Emilius e le cime circostanti che coprono il Vallone di Saint Marcel, oltre naturalmente ad un'ampia zona del Parco Nazionale del Gran Paradiso.
Per raggiungere il Monte Greumé partiamo da Fossaz e seguiamo prima la strada asfaltata in direzione di Chaillod (1218 m) e poi successivamente a sinistra il sentiero 16 indicato chiaramente dai cartelli di legno e dalle marcature a terra.
Una volta imboccato, il sentiero procede con una salita costante ma non eccessiva incrociando e poi seguendo una poderale ben battuta a quota 1386 m fino a Grand Sarrod a 1445 m.
Qui possiamo trovare un comodo punto acqua situato in un parcheggio per auto ben visibile tra le poche abitazioni.
Il sentiero 16 prosegue, tra i prati disseminati di irrigatori, inoltrandosi in una piccola macchia per poi sbucare davanti alla cappella San Giacomo di Gerbore.
È possibile salire anche in auto fino a Gerbore da Fossaz lungo la Strada Regionale 41 attraversando i piccoli centri di Chaillod, Ravoise, Persod e Gran Sarriod, ma suggerisco di percorrere un sentiero come questo perchè ha meritato in diverse occasioni più di una sosta contemplativa.

Da Gerbore, dove possiamo trovare un'altra fontana, occorre dirigersi verso una piccola area attrezzata con giochi per bambini e seguire le indicazioni per il sentiero 17, superare con un balzo i piccoli corsi d'acqua che scorrono in Comba Malleley e salire con pochi tratti non troppo ripidi fino a quota 1750 m dove si giunge ad un bivio.
Al bivio mantenere la destra, inoltrandosi nel bosco dove il sentiero procede a zig-zag tra gli alberi nel primo tratto e poi più deciso e diretto nel tratto conclusivo di questo itinerario.
La punta del Greumé si perde nel bosco e non è segnata da croci o ometti di pietra, ma dalla sommità si gode comunque di un buon panorama e la tentazione di salire ancora seguendo il 17A è molto forte.
Il sentiero qui descritto è molto semplice. Piacevole, panoramico, tutelato, con qualche possibilità di incontro con caprioli e cerbiatti lungo il cammino. Escursione alla portata anche di frequentatori della montagna meno assidui o meno preparati.

Ringrazio tutti i ragazzi del Reparto che mi hanno seguito in questa escursione.






























venerdì 21 agosto 2015

Col Blegier - La torbiera e il Parco Naturale

"Natura 2000" è il nome con il quale il Consiglio dei Ministri dell'Unione Europea ha voluto indicare un sistema coordinato e coerente, una vera e propria "rete", di aree destinate alla tutela di habitat e di specie animali e vegetali a rischio di scomparsa in Europa e più in generale alla conservazione della biodiversità presente sul territorio comunitario.
Il riferimento legislativo per l'importante strategia di conservazione "Natura 2000" è rappresentato dalla Direttiva Europea n. 92/43/CEE relativa alla "conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatica" per semplicità chiamata Direttiva "Habitat".
Il suo Allegato I elenca "i tipi di habitat naturali di interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di aree speciali di conservazione". Queste ultime sono definite Siti di Importanza Comunitaria (S.I.C.).
Il territorio del Parco Naturale Gran Bosco di Salbertrand risulta classificato come S.I.C. IT1110010 comprendente i Comuni di Chiomonte, Exilles, Oulx, Pragelato, Salbertrand, Sauze d'Oulx, Usseaux con una superficie totale di 3774 ha.
All'interno del sito sono stati individuati 13 tipi di ambienti inclusi nella Direttiva "Habitat", e ben tre di questi sono prioritari: i boschi di tiglio, acero e frassino di ghiaioni e d'impluvio (9180), i boschi alluvionali di ontano bianco e salice bianco (91E0), e le formazioni igrofile di muschi calcarizzanti (87220), mentre tra gli ambienti tutelati è compresa anche la torbiera del Blegier, vegetazione palustre delle torbiere basse alcaline (7230).

La torbiera di Col Blegier copre un'area di circa 5000 m² situata su un pianoro a quota 2340 m
È di forma pressochè ovale, lunga circa cento metri e larga cinquanta.
L'acqua ristagnante sul pianoro della torbiera defluisce nel Rio Fouran, affluente del Rio delle Gorge, principale torrente del Parco Naturale Gran Bosco di Salbertrand all'interno del quale è situata la torbiera stessa.
La torbiera di Col Blegier risulta essere un ambiente molto interessante dal punto di vista della fauna che lo popola. Molte specie animali che presentano, nel loro ciclo di vita, una fase larvale acquatica sono infatti molto attratte dalla sua presenza.
Possiamo elencare, tra gli invertebrati presenti in questo ambiente, alcuni coleotteri acquatici come l'Agabus lapponicus, l'Agabus guttatus, Hydroporus nivalis e Helophorus glacialis, libellule come la rara Somatochlora alpestris oppure la Aeshna juncea e molti altri tra insetti e molluschi.
E non potevano mancare anche gli anfibi. La comune Rana temporaria ed altre specie trascorrono gran parte della loro vita, in particolare la deposizione delle uova, al riparo nelle acque della torbiera.
Legati alla presenza delle rane possiamo trovare alcuni successivi anelli della catena alimentare, come la Vipera comune, gheppi, Falchi di palude e aquile.
Tutta l'area attorno alla torbiera presenta gli evidenti segni delle tane delle marmotte, mentre tra i grandi mammiferi possiamo annoverare cervi, cinghiali, caprioli, volpi e lupi.

L'area attorno alla torbiera ospita anche numerose interessanti specie di piante come ad esempio la Menyanthes trifoliata (anche noto come Trifoglio d'acqua o Trifoglio fibrino), Carex fusca, Carex davalliana, Nigritella corneliana, Dactylorhiza maculata (nota come Concordia), Utricularia minor.
Attorno alla torbiera vi sono numerosi esemplari di larice e pino cembro, mentre nei pascoli più alti in prossimità della vetta del Monte Blegier sono più diffusi cardi e stelle alpine.

Per raggiungere la torbiera si possono percorrere differenti itinerari. Ne descriverò uno in particolare, non impegnativo, immerso nel bosco del Parco Naturale, facile da percorrere in qualsiasi stagione.
Salire con l'auto a Sauze d'Oulx e imboccare la strada che conduce all'istituto zootecnico. Giunti a quota 1800 m circa imboccare a piedi la sterrata che conduce verso Enfers. Superate la deviazione a sinistra con il sentiero N. 1 che porta verso Richardette e proseguire sulla sterrata.
È possibile imboccare il sentiero N. 3 sulla destra che combinato al N. 4 conduce ad Alpe Laune ma consiglio di restare sulla sterrata, superando la fontana Enfer a 1822 m ed entrando effettivamente all'interno del Parco naturale Gran Bosco di Salbertrand, dopo la barra di ferro che blocca il passaggio ai veicoli.
Ogni bivio o crocevia sul sentiero è chiaramente indicato, non resta che seguire le indicazioni dei pannelli di legno (Blegier - Assietta) per raggiungere la destinazione.
Il percorso quindi si presenta sempre con una pendenza molto lieve, sviluppandosi lungo circa quattro tornanti, all'ombra del Genevris (2536 m) e superando Ferro di Cavallo a quota 2179 m da dove si gode di una splendida vista della valle sottostante.

Dal colle è possibile raggiungere il Monte Blegier, distante dalla torbiera poco meno di 900 metri, salendo lungo un sentiero in cresta non particolarmente impegnativo, ma totalmente esposto al sole.
Dalla sommità, dirigendo lo sguardo verso l'Assietta, è facile individuare la "Strada dei cannoni", la storica carrareccia utilizzata in passato dagli eserciti per trasportare l'artiglieria pesante fino alla cresta.
Sotto di noi, più in basso in un avvallamento, c'è un piccolissimo specchio d'acqua circondato da prati fioriti.
Sulle sponde del laghetto il silenzio è tale da invitare al raccoglimento. Si può rimanere incantati dalla bellezza di quel luogo e non rendersi conto del tempo che scorre. L'ambiente attorno è affascinante, il cielo si riflette sull'acqua immobile come una superficie di vetro. Il soffio del vento diventa appena percettibile come un respiro.

Questo è uno di quei luoghi che non si vorrebbe più abbandonare.
Ringrazio Giorgia per avermi accompagnato ancora una volta in questo incantevole angolo di paradiso.




























































giovedì 6 agosto 2015

Perchè ti piace la montagna?

-Posso farti una domanda? Perchè ti piace la montagna?-
Ci sono domande, apparentemente semplici, che scatenano nella mente un affollamento di pensieri tale da rendere difficile sintetizzare una risposta esaustiva in poche battute.
Ed ecco che allora la risposta tarda ad arrivare, e si resta in silenzio davanti al proprio interlocutore con lo sguardo perso in un'espressione inebetita, simile a quella di chi parla un'altra lingua e non ha capito la domanda.

"Non lo so, mi piace e basta" non è una risposta. Considerando che non esistono domande stupide ma solo risposte stupide, questa rientrerebbe perfettamente nella categoria. Non è una passione inspiegabile, non è un amore come quello che si può provare per un'altra persona, che a volte è difficile da interpretare ma che lascia nel cuore una sensazione piacevole e tanto basta per sentirsi bene e per non desiderare altro.

"Perchè mi piace condividere una camminata con gli amici"? Vero ma incompleto. Non spiegherebbe perchè in montagna ci vado anche da solo, molto spesso da solo, soffermandomi sovente sulla cima o all'ombra degli alberi in totale solitudine, raccogliendo le idee e facendo ordine nei miei pensieri.
Di conseguenza potrei definire incompleta anche la risposta "Perchè mi piace trascorrere un momento di tranquillità e solitudine e la montagna mi offre questa opportunità" considerando le piacevoli avventure vissute e condivise in compagnia di molti amici in questi anni.

Forse la risposta risiede in ciò che la montagna offre a chi vuole scoprirla: la vista di un panorama incantevole, il contatto con la natura, l'acqua fresca di fonte, la soddisfazione del raggiungimento di una vetta, i profumi di un bosco di conifere con le cime degli alberi mosse dal vento, l'impeto del torrente in contrasto con la calma quiete del lago d'alta quota...
E mentre questi pensieri si accumulano nella mente, serrandosi come in un collo di bottiglia nella difficoltà di trovare il modo migliore per descrivere tutto in poche parole, mi rendo contro che non è solo questo. Che non può essere solo questo.

"Perchè la montagna ti insegna a vivere"? Risposta molto poetica, ma non è la risposta che mi sento di voler dare. Chi ha detto che il mare ad esempio, se vissuto intensamente e non come semplice bagnante, non abbia insegnamenti da dare?

E se il soggetto da analizzare non fosse la montagna quanto piuttosto me stesso in relazione con essa?
Allora la domanda giusta sarebbe "Cosa provi di piacevole quando vai in montagna?"
Ecco che le idee si fanno più chiare. Nella mente i pensieri che fino ad un momento prima oscuravano tutto come le minacciose nuvole basse prima di un temporale, ora si rivelano per quello che sono: un naturale e gradito contorno alla risposta giusta:
"Le montagne mi mettono a nudo. Mi liberano dal peso delle maschere, più o meno imposte, che si indossano nella vita di tutti i giorni. Mi danno l'opportunità di fuggire dalla considerazione che gli altri hanno di me. Le montagne mi mettono alla prova, mi fanno provare la fatica e nella fatica mi scopro per ciò che sono, con i miei pregi ed i miei innumerevoli difetti.
 
Ecco perchè ci vado da solo: per conoscermi e per capirmi davvero. 
Ecco perchè ci vado in compagnia: per assicurarmi che le amicizie consolidate siano sincere, autentiche, uniche."

La montagna non è l'obiettivo. È il mezzo.
Il mezzo che ti permette di guardare lontano con gli occhi, per osservare attentamente dentro di te.
E lasciatemelo dire...un mezzo eccezionale.