venerdì 31 luglio 2015

Perla del mese - Luglio

Il mio zaino non è solo carico di materiali e di viveri: dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi, il mio carattere, la mia solitudine. In montagna non porto il meglio di me stesso: porto me stesso, nel bene e nel male.

[Renato Casarotto]



venerdì 17 luglio 2015

Orrido di Foresto

La Ferrata dell'Orrido di Foresto si sviluppa nei pressi dell'omonima frazione di Bussoleno.
Si tratta di una ferrata molto emozionante in grado di offrire passaggi suggestivi immersi nell'affascinante orrido scavato dall'impeto del Rio Rocciamelone.
Lasciata l'auto nel piccolo piazzale antistante la chiesa di Foresto in Borgata Ponte ci dirigiamo verso l'Orrido e le pareti di arrampicata (indicate dall'evidente cartello).
Superate le pareti di arrampicata si attraversa il torrente e si trova l'attacco alla Via Ferrata sulla sua sponda destra.
Il primo tratto consiste in un traverso abbastanza semplice che tende a salire in prossimità della prima cascata. Si tratta di un tratto facile ed assistito da pioli e numerosi appoggi per le mani.
Si incontra quindi il primo ponte tibetano che porta ad un altro traverso, alto sul torrente ma decisamente facile.
A seguire il secondo corto ponte tibetano che con un altro traverso entra nella "Strettoia del Tasso" e porta alla seconda spettacolare cascata. L'acqua nebulizzata dal salto ha reso la roccia piuttosto scivolosa ma con un po' di equilibrio si raggiunge la lunga scala verticale, che supera il salto dell'acqua e conduce in una zona con un ampio greto del torrente.
 
Il percorso prosegue, sempre molto assisitito, con dei tratti molto semplici fino a raggiungere un'altra area ampia, un piccolo corso d'acqua si getta nel Rio Rocciamelone con un'alta cascata.
Si attraversa il torrente con un facile guado e si prosegue salendo sulla sinistra orografica del torrente fino al terzo ponte tibetano.
Al termine del ponte occorre scendere fino al livello del torrente e proseguire nel "Giardino degli Agrifoglio" costeggiando delle suggestive Marmitte dei Giganti.
 
Dopo la quarta ed ultima cascata la Via piega decisamente a sinistra risalendo un diedro naturale, costeggiando la parete rocciosa della montagna ed allontanandosi dal corso d'acqua fino ad una altura dalla quale è possibile osservare bene le pareti della gola appena attraversata.
La Via Ferrata termina ed un sentiero che svolta a sinistra in discesa riporta al punto di partenza, nei pressi della parete di arrampicata.
 
La Ferrata di Foresto non si può definire effettivamente difficile: la quantità notevole di pioli di acciaio fornisce sufficiente assistenza anche ai meno esperti.
Decisamente non adatta a chi patisce i passaggi esposti e sconsigliata in periodo di piene stagionali a causa della vicinanza di alcuni passaggi con la cascata.
Gli scorci naturali che offre questa Via sono davvero di una bellezza impressionante, merita di essere percorsa con calma gustando ogni angolo di questo Orrido sensazionale.






giovedì 16 luglio 2015

I "Caffè letterari" della Montagna

A cura del Gruppo Italiano Scrittori di Montagna





Domenica 9 Agosto
Cantoira
Ore 18:00, presso l'albergo Cantoira l'alpinista e scrittore Luca Frisoni ha presentato il suo romanzo "L'equilibrio del gigante"








Martedì 11 Agosto
Cantoira
Ore 18:00, presso l'albergo Cantoira lo scrittore Gianpaolo Castellano ha presentato il suo romanzo "Acque Rosse"









Venerdì 21 Agosto
Forno Alpi Graie - Groscavallo
Ore 21:00, presso il B&B Fermata Alpi Graie Marco Blatto ha presentato: "Il sentimento della vetta e della meta - la montagna tra sport e ideale", con proiezione.

lunedì 6 luglio 2015

Uja di Calcante (Parte 2)

Ora posso ufficalmente inserire l'Uja di Calcante nella lista delle mie montagne preferite.
È stata un'escursione molto impegnativa, devo ammetterlo: il caldo, l'afa, l'esplosione di bassa vegetazione che a tratti copriva totalmente il sentiero alla vista...
Non è un'escursione per tutti e non è un'escursione per tutte le stagioni.
Però mi ha colpito. Profondamente.

L'Uja di Calcante mi ha ricordato che anche le montagne più semplici possono offrire grandi sfide e piacevoli emozioni, a contatto con una natura viva, pulsante e carica di tutta l'energia che il sole estivo è stato in grado di fornire in questi giorni.

Clicca qui per leggere l'articolo Uja di Calcante (Parte 1)
Riprendiamo la descrizione della camminata da Fontanette.
Al bivio per Bramafam (a sinistra) mantenere la destra e salire inoltrandosi nel bosco oltrepassando due corsi d'acqua e sporadiche pietraie.
Il sentiero appare sempre meno battuto, raramente indicato da frecce rosse e ometti di pietra, sale in un bosco di abeti fino a raggiungere Colle di Prà Lorenzo a 1372 m dove un pannello indica l'Uja di Calcante in direzione di una cresta molto più evidente e ben segnata da ometti di pietra e marchi bianco-rosso.
In vetta è possibile trovare una piccola croce, il libro di vetta e un ottimo panorama, anche se un po' velato dalla foschia e dall'umidità, due pannellli, un po' consumati dal tempo, riportano nomi ed altezza delle vette visibili dalla cima come ad esempio il Civrari (2302 m), Punta Lunella (2772 m), il Rocciamelone (3538 m), il Lera (3355 m), la Torre d'Ovarda (3075 m) il Corno Bianco (2891 m), Cima della Crocetta (2824 m), il Gran Paradiso (4061 m), Punta dell'Ondezzana (3492 m) e molte altre.
Un'escursione faticosa ma di rara bellezza.