sabato 30 aprile 2016

giovedì 28 aprile 2016

Ex Cava Bertonasso di Avigliana VARIANTE / ZERO / BOCIA / A (ALPINI 4°BTG. SUSA)


Era il 1980 quando Gian Carlo Grassi descriveva la cava di pietra di Avigliana come un ottimo punto per la realizzazione di una palestra di roccia.
La vicinanza a Torino, la posizione logistica e la struttura stessa della cava l'hanno resa un centro di riferimento importante per tutti gli appassionati di arrampicata su falesia.
Agli inizi degli anni 2000 la cava è stata riaperta grazie ai contributi del C.A.I. e del Comune di Avigliana ed attrezzata con numerose vie per tutti i livelli.

Per saperne di più
http://www.altox.it/ValsusaFalesie/avigliana_cava.htm

La falesia si trova tra le abitazioni di Via IV Novembre, non lontano dalla stazione ferroviaria (altro punto a favore per chi non potesse raggiungere la parete in auto) ed è protetta dall'ingresso di animali selvatici da un piccolo cancello.
L'esposizione a sud attira molto calore solare e quindi la parete è sconsigliata nelle torride giornate estive.

Tutte le vie sono monotiri con un'altezza che varia tra i 15 ed i 13 metri di altezza.
Colgo l'occasione per ringraziare Amelia, Enrica, Paolo, Riccardo e Simone per la condivisione di questa giornata in falesia.









VARIANTE 4
È la prima via che si trova all'estrema sinistra della falesia.
Il primo spit  si raggiunge comodamente grazie a dei tagli obliqui sulla roccia e a un gradino naturale, comodo per i piedi.
I rinvii successivi seguono una linea idealmente dritta lungo una parete liscia a sinistra e con un comodo spigolo a destra, fino al raggiungimento di un'ampia terrazza. Gli ultimi spit e la catena attrezzata con moschettone richiedono un po' di abilità in più per via della parete più liscia, si può utilizzare uno spigolo al limite della parete a sinistra oppure deviare a destra verso un cambio di inclinazione più agevole.

ZERO 5
La partenza di questa via ha due diedri comodi: uno marcato di giallo ed uno più a destra vicino agli spit. entrambi sono molto comodi da usare per raggiungere una faglia dopo la quale si prosegue in appoggiata restando vicini alla precedente via sulla sinistra.
Verso la fine della via si incontra un ampio terrazzo naturale e poi un diedro stretto di circa 5 metri di lunghezza sulla cui parte alta è situata la sosta.
Una via che lascia molta libertà di movimento e che fornisce numerose diverse possibilità di soluzione. Molto divertente.

BOCIA 3
Si tratta della terza via da sinistra di tutta la parete. una via molto semplice che segue un diedro poco inclinato e con ampie prese per le mani. Semplice ed intuitiva.

A (ALPINI 4° BTG SUSA) 3
Come per la precedente via il livello di difficoltà basso permette ai neofiti di familiarizzare con il movimento, la progressione e l'equilibrio.
La salita è agevolata anche da una linea gialla marcata sulla parete che suggerisce il passaggio più comodo da seguire.
Il primo spit è comodo da raggiungere grazie anche ad un davanzale per i piedi largo più di quindici centimetri. Spostarsi poi leggermente a destra per sfruttare gli appoggi di un gradino e di una faglia per le mani. Si segue l'incavo nella roccia lungo la linea gialla e dopo il nono spit si trova una successione di terrazzini.
La catena è raggiungibile grazie ad alcune comode prese sulla destra.


Per leggere le recensioni di altre vie selezionare il link

Regolamento per l'utilizzo della palestra di roccia di Avigliana
Con riferimento alla delibera della Giunta Comunale n° 8 del 22 Gennaio 2009 e del protocollo d'intesa fra Comune di Avigliana e Sottosezione di Avigliana del CAI si rende noto che l'utilizzo della palestra di roccia della "ex Cava Bertonasso" è subentrata all'osservazione delle seguenti norme:

  1. È obbligatorio l'uso di attrezzatura adeguata all'arrampicata tale da garantire la sicurezza della progressione: casco, imbragatura, corda, moschettoni, rinvii e strumenti di assicurazione del compagno.
  2. Sono vietate le seguenti attività:
    - L'arrampicata senza adeguate norme di sicurezza
    -L'utilizzo o la frequentazione del sito in ore notturne
    -L'accensione di fuochi o barbecue
    -Il campeggio
    -Gli schiamazzi in qualsiasi ora
    -L'abbandono di rifiuti
    -L'ingresso al sito di qualsiasi veicolo a motore fatta eccezione per i mezzi di soccorso, antincendio e comunali
  3. I minori devono esser accompagnati.
  4. Per evitare sovraffollamento l'eventuale utilizzo da parte di corsi d'arrampicata deve esser concordato con la sottosezione del CAI di Avigliana.
  5. Non è consentita altra chiodatura oltre a quella già esistente, ogni chiodatura supplementare (chiodi in fessura, resinati, ad espansione, catene e soste supplementari) deve essere autorizzata dalla sottosezione del CAI di Avigliana.
  6. Nonostante l'attrezzatura della Palestra sia stata eseguita con mezzi e con criteri a regola d'arte la pratica dell'arrampicata comporta dei rischi oggettivi e soggettivi pertanto la sottosezione del CAI e l'amministrazione Comunale di Avigliana declinao ogni responsabilità.















lunedì 18 aprile 2016

Madonna della Losa

Con il termine "losa" si indica generalmente una lastra di pietra piatta e sottile, spesso di ardesia o di altre rocce dure, utilizzata per la realizzazione di pavimentazioni urbane o come tegole per i tetti dei caseggiati di montagna.
Il termine probabilmente deriva da antichi ceppi celtici e francesi, adottati anche in Piemonte e nell'area occitana. "Lausa" significa proprio "lastra".

La certosa di Madonna della Losa pare abbia preso questo nome perchè qui, in tempi antichi, venne eretta una pietra per la venerazione delle divinità; probabilmente durante l'epoca Romana venne eretto un tempio e successivamente un luogo sacro cristiano. Nei secoli che precedettero l'inizio delle Crociate i monaci benedettini dedicarono la cappella alla Madonna e da allora prese il nome di "Madonna della Losa".
Verso il 1189 un gruppo di monaci certosini si stabilì in questa regione ed eresse un convento, abbandonato circa un secolo dopo in favore della certosa di Montebenedetto sopra Villarfocchiardo e poi a Banda. La certosa venne quindi utilizzata come cappella dedicata alla Vergine de Pietate .

Un'escursione a Madonna della Losa si rivela adatta a molteplici esigenze: sete di panorami, bisogno di tranquillità, desiderio di camminare contemplando un sito carico di storia affascinante. La certosa infatti sorge su un colle isolato che si erge sopra i centri abitati di Susa, Meana, Gravere e permette di godere di un'ottima visuale del Rocciamelone e dell'imbocco della Valle Cenischia.
La Losa è il crocevia di numerosi sentieri tutti affascinanti e semplici da percorrere, come ad esempio il Sentiero dei Franchi che congiunge Frais con Meana di Susa, oltre a conservare ancora intatte nelle abitazioni alcune parziali tracce tipiche delle architetture delle certose medievali.

Qui di seguito descriveremo un tracciato che parte da Susa e raggiunge Losa e la sua cappella. Non il percorso più breve ma uno dei più frequentati ed interessanti.
Lasciamo la Strada Provinciale 24 di Susa ed imbocchiamo Via Colle delle Finestre, al termine della strada afaltata si prosegue su una vecchia carrareccia che procede alle spalle di Villa San Pietro e della sua piccola collina. Si supera una lieve pendenza costeggiando il Colle La Maddalena (594 m di altezza) e si raggiunge una stretta strada interna di Via Pian Barale. Svoltare a sinistra e proseguire oltre l'albergo Bellavista, impossibile da non notare. Svoltare a destra, passare sotto la ferrovia e poi di nuovo a destra lungo Via della Losa. Si può seguire Via della Losa fino a Borgata Arnodera, oppure si può imboccare un sentiero che inizia poco dopo il 2° tornante della strada asfaltata e prosegue accanto alla stessa passando a quota circa 642 m.
Giunti a Borgata Arnodera entrare nel centro abitato e raggiungere la cappella dedicata a San Rocco e San Sebastiano, situata accanto ad una fonte d'acqua. Imboccare Via Castello e procedere lungo il sentiero in salita che costeggia una roggia per l'acqua fino al piccolo centro abitato di Armona.
È possibile raggiungere Armona da Arnodera anche restando sulla strada asfaltata che costeggia un'ampia zona boscosa e poi svolta a sinistra in Via San Tommaso.

Giunti ad Armona, proprio al fondo di Via San Tommaso, si trova un'altra fontana per l'acqua.
Proseguire in direzione della Cappella dell'Annunciazione della Vergine, facilmente riconoscibile per la facciata dipinta in colori vistosi ed accesi, salendo lungo il sentiero B1 che taglierà i lunghi tornanti della strada asfaltata fino a Garmetta a quota 1013 m e poi a Losa a quota 1201 m.

Il piccolo paesino, d'estate, accoglie il visitatore con colori sgargianti e fiori profumati. D'inverno, parzialmente ammantata di neve, appare fragile e delicata come una piccola creatura dei boschi alle prese con il suo letargo. La quinta sbiadita di una vecchia foto in bianco e nero. Meravigliosa.

L'antica certosa appare parzialmente nascosta dalle case, una perla che luccica in modo quasi impercettibile in una conchiglia semiaperta sul fondale.
Dell'originario monastero rimane solo la chiesa con il grazioso campanile romanico, la quale ha tuttavia subito rimaneggiamenti nel corso del tempo. All'originaria piccola aula orientata ad est è stata infatti addossata in epoca moderna quella attuale, priva di abside e orientata a nord. Le volte dell'antico oratorio certosino conservano un ciclo affrescato con la raffigurazione dei Dodici apostoli, datato al primo Quattrocento ed assegnati dalla critica al Maestro di San Bernardo a Lajetto, cui si sovrappone in parte un analogo ciclo seicentesco. Quest'ultimo fu realizzato a causa del deterioramento del ciclo più antico dovuto ad umidità e infiltrazioni di acqua piovana. Dall'antica Certosa proviene un raro e complesso altarolo ligneo (realizzato secondo la tipologia del vesperbild, altare a baldacchino) ricondotto a uno scultore della Germania meridionale della prima metà del XV secolo, ora conservato presso il Museo Diocesano di Arte Sacra a Susa.

Per saperne di più:
Frazione Losa, 10050 Gravere tel: 0122/622640
museo@centroculturalediocesano.it
http://www.centroculturalediocesano.it
Luglio e Agosto, aperto tutti i giorni (gradita prenotazione).
Visite guidate su richiesta.

Il panorama che si può ammirare dalla balconata in pietra sul retro della Certosa è sensazionale.
Assolutamente da non perdere.

L'escursione a Madonna della Losa è semplice, divertente, interessante ed alla portata di tutti.
Occorre ricordare di essere sul versante sud della Val di Susa e quindi soggetti al vento freddo e coperti dall'ombra delle montagne nel periodo invernale per quasi tutta la durata del tragitto.