domenica 21 maggio 2017

Indicatori di cambiamento del tempo

Riconoscere i segnali della natura, associandoli a osservazioni che possono essere effettuate con strumenti (altimetro, termometro) e a informazioni sull'evoluzione meteorologica a grande scala, è utile per valutare l'evoluzione meteorologica locale, soprattutto quando si è in montagna ed è necessario essere protagonisti delle proprie decisioni. Di seguito alcuni fenomeni la cui osservazione è significativa.

Gli aloni del sole e della luna
L'alone è un cerchio luminoso che si forma intorno al sole o alla luna, di colore bianco. In alcuni casi, se si forma intorno al sole, si possono osservare delle sfumature rosso-viola. L'osservatore vede l'alone con un raggio tale per cui l'angolo sotteso è di 22 gradi, angolo di deviazione della luce rifratta dai cristalli di ghiaccio esagonali. Quindi la presenza degli aloni è indicativa della presenza di cristalli di ghiaccio alle quote più alte. Si può osservare in concomitanza con cirri o cirrostrati, oppure può indicare l'imminente formarsi di queste nubi. Dopo un periodo di tempo buono, l'alone indica la presenza di umidità in quota e può presagire quindi l'arrivo di una perturbazione ancora prima dell'arrivo dei cirri. Anche la formazione del cosiddetto "finto sole" (parelio), ossia l'immagine del sole dovuta alla rifrazione dei cristalli di ghiaccio, dà indicazione della presenza di umidità in quota.

Altri fenomeni
Il colore del cielo normalmente è azzurro perchè la luce proveniente dal sole viene diffusa in tutte le direzioni dalle molecole d'aria e questa diffusione è massima per le frequenze maggiori, del blu e del violetto; più l'aria è secca più la tonalità del blu sarà intensa.
Al tramonto la luce proveniente dal sole deve attraversare un tratto maggiore di atmosfera, incontrando un numero maggiore di molecole da cui viene diffusa.
All'osservatore a terra arriveranno le componenti meno diffuse e i colori prevalenti assumono tonalità dal giallo all'arancione. Inoltre, negli strati più bassi, l'atmosfera è ricca di polveri che contribuiscono alla diffusione della luce e tendono a far assumere al cielo un colore rosso. Un tramonto rosso vivo, con la base delle nubi alte illuminate dal sole, indica una situazione di bel tempo, con aria secca ad Ovest, direzione privilegiata dalla quale ci aspettiamo provenire le perturbazioni.
Viceversa colori tendenti al giallo indicano la presenza di umidità ad Ovest, in particolare quando i contorni del sole risultano sfumati, e quindi sono segno di un peggioramento del tempo per l'indomani. Il cielo rosso all'alba segnala invece la presenza di nubi di ghiaccio alle quote più alte: il cielo potrà essere velato per tutta la giornata; se il vento alla quota delle nubi proviene dai quadranti occidentali è possibile che le nubi siano il primo segno dell'arrivo di un fronte caldo.

Le scie di condensazione lasciate dagli aerei (alle quote dei cirri) mostrano la presenza di umidità in quota: il loro permanere per un certo tempo è indizio di aria molto umida. In caso di presenza di cirri, la scia di condensazione dell'aereo e le polveri residue della combustione, tendono a generare nuclei di ulteriore condensazione ed i cirri tendono ad ispessirsi.

Anche l'evoluzione di un livello di inversione termica, che mantiene una nuvolosità compatta al di sotto, visibile la mattina presto dalle cime delle montagne che rimangono libere, può essere indicativa dell'evoluzione meteorologica a breve tempo. L'inversione si ha in condizioni anticicloniche, con tempo bello e stabile, si forma durante la notte e si dissolve, insieme con la nuvolosità contenuta al di sotto, con il progressivo riscaldamento da parte del sole. Un irregolare sollevamento del livello d'inversione, senza che si dissolva la nuvolosità, insieme con l'apparire nel cielo di nubi più alte, è generalmente preludio ad un peggioramento delle condizioni del tempo per la giornata.

Anche venti anomali, in direzione o intensità, in una località normalmente soggetta al regime di brezza (alterazione del regime di brezza) indicano un peggioramento del tempo: venti di brezza regolari sono legati ad una situazione meteorologica stabile di bel tempo.

(Articolo a cura degli Organi Tecnici Centrali del Club Alpino Italiano)

domenica 30 aprile 2017

Perla del mese - Aprile

È difficile far capire a chi non frequenta la montagna, il senso di ciò che faccio.


[Ueli Steck - 04/10/76 - 29/04/17]



domenica 16 aprile 2017

Per divertirsi un po'...

È solo un gioco, un semplice divertimento: provare e riprovare un passaggio spingendo sempre verso il limite.
Questa volta ci siamo domandati: "Questo passaggio si potrebbe fare anche senza l'appoggio dei piedi?"


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domenica 2 aprile 2017

Passo entre deux Sauts

È stato come visitare un museo di sculture: ovunque posassimo lo sguardo c'erano dei capolavori di ghiaccio realizzati dal paziente lavoro dell'acqua e del vento.
Naturalmente è stato necessario impiegare un po' di tempo e di impegno per raggiungere questo stravagante spazio espositivo all'aria aperta ma lo spettacolo che si è presentato ai nostri occhi aveva un valore decisamente maggiore.

Per prima cosa, come in ogni visita d'arte che si rispetti, occorreva avere qualche informazione sul luogo in cui ci stavamo recando...
Il Pas entre deux Sauts si trova a 2524 m di altezza ed unisce il Vallon de Malatrà e le Combe d'Arminaz a loro volta attraversati dai torrenti omonimi.
Lasciamo l'auto nei pressi di Entrèves e ci dirigiamo verso Planpincieux, a piedi oppure utilizzando una comoda navetta, proseguiamo quindi in direzione di Lavachey costeggiando le acque della Doire de Val Ferret.
Il ghiaccio compatto costringe a prestare molta attenzione lungo il cammino e solo occasionalmente ci fermiamo per alzare lo sguardo a sinistra ad ammirare i maestosi crinali di roccia della massicciata di Rochefort e della Grandes Jorasses.
Superato Lavachey il tracciato sale con due tornanti fino ad una biforcazione, o meglio fino al punto di partenza dei percorsi 28, 42 e 1 che salgono ripidi proprio accanto al canalone scavato dal Torrente del Col de Malatrà.
La neve ed il ghiaccio coprono la biforcazione a 1963 m dove un sentiero a mezzacosta raggiunge Sècheron a 1921 m e si congiunge al percorso 29 che unisce Praz Sec d'en bas in valle con il lago d'Arminaz a quota 2706 m.
Proseguiamo quindi in salita verso il Rifugio Bonatti, gradita tappa di ristoro per questo percorso.
L'accoglienza e l'ospitalità del rifugio non hanno bisogno di parole: l'atmosfera "di casa" che si percepisce è davvero alta. Impossibile non apprezzarla.
La grande stufa nella sala funziona a dovere mentre le ampie vetrate ci mostrano una Val Ferret sferzata dal vento proveniente dalla testata della valle e nuvole veloci che coprono le cime del Gandes Jorasses.
Solo la Aiguille Noire de Peuterey (3772 m) si mette in mostra come la diva sul palco di un night club, con lame rosse della luce del crepuscolo che ne definiscono un profilo in netto contrasto con il grigio delle nuvole sullo sfondo. Assolutamente magnifico.

Il mattino seguente è ancora il vento il gelido protagonista della giornata.
Proseguiamo alle spalle del Rifugio Bonatti in direzione della testata della Val di Malatrà in precario equilibrio sulle ciaspole mentre il vento solleva minuscoli pungenti cristalli di ghiaccio attorno a noi al punto da indurci a pensare fosse il caso di ritornare sui nostri passi.

Con un pizzico di determinazione facciamo il nostro ingresso nel magico museo che è il Vallon de Malatrà: si comincia osservando il Mont Chearfière (2826 m) a sinistra e la sua lunga cresta che accompagna gli escursionisti dei sentieri n° 28 e 1 verso il Col Malatrà.
Davanti a noi le cime della Aigiulle d'Artanavaz (3069 m) della Aiguille de Malatrà (3141 m) e della Aiguille de Bonalex (3200 m) formano un'unica meravigliosa lunga cresta.
A destra, più isolata, la Tête entre deux Sauts (2728 m) separata dalle altre cime dal passo, nostra meta finale.

Per tutto il mattino, dall'altra parte della Val Ferret alle nostre spalle le cime del Grandes Jorasses giocano a nascondino con veli di nuvole per poi mostrarsi in tutta la loro imponenza lungo la via del ritorno. Nessuno scultore potrebbe mai esprimere meglio di quelle pareti l'idea della maestosità e della solennità. Non si può evitare di rimanere bloccati davanti ad un simile spettacolo della natura.

Giunti al Passo entree deux Sauts si potrebbe proseguire lungo il sentiero 42 in direzione di Mont de la Saxe e godere ancora meglio dell'affascinante profilo verticale del Dent du Géant.
Per noi invece il tour termina per mancanza di tempo e nostro malgrado ritorniamo sui nostri passi verso il rifugio, sempre accompagnati dal vento incessante.

Il Vallon de Malatrà ed il Pas entre deux Sauts sono stati per me la riscoperta del ghiaccio e del vento: due elementi della natura che normalmente considero come ostacoli ad un piacevole escursionismo.
Sono rimasto invece piacevolmente sorpreso nel constatare quanto siano in grado di modificare il paesaggio attorno a noi, alterando la percezione dello spazio e delle distanze.
Potrei tornare su quell'itinerario in estate e sarebbe come vederlo per la prima volta. un paesaggio ed un ambiente che non stancano mai.

Ringrazio Cristina e Valeria per il piacevole viaggio trascorso insieme.

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venerdì 31 marzo 2017

Perla del mese - Marzo

C’è chi, per ignavia, non sa vedere nell'alpinismo che un mezzo per fuggire la realtà dei giorni nostri.
Ma non è giusto. Non escludo che in chi lo pratica possa manifestarsi temporaneamente una qualche componente di fuga, questa però non dovrà prevaricare mai la ragione di base, che non è quella di fuggire ma di raggiungere.

[Walter Bonatti]




domenica 12 marzo 2017

Capanna Mautino

Capanna Mautino, di proprietà dell Ski Club Torino dal 1901, si trova in Alta Val di Susa, sui Monti della Luna, nei pressi del Lago Nero, in un incantevole altopiano costellato di laghetti, al limite di un bosco di cembri e larici, un piccolo angolo della zona rimasto integro sino ad oggi.
Grazie alla sua posizione è raggiungibile tutto l'anno, meta ideale per comode escursioni in estate e d'inverno, a piedi, in mountain bike, con le ciaspole o gli sci, godendo di un grandioso panorama verso i monti del Delfinato e del Queyras.
Il rifugio è aperto nei fine settimana dai primi di Dicembre sino a Pasqua in funzione dell'innevamento (apertura infrasettimanale su prenotazione), e tutti i giorni dall'inizio di Giugno a metà Settembre circa.

La cucina è tipicamente piemontese, ricca di prodotti locali con un'interessante carta di vini regionali.
Dalla spaziosa e luminosa sala da pranzo si può godere di un rilassante e splendido panorama sui boschi e i monti circostanti.
Arredi e rivestimenti d'epoca in legno e il calore delle stufe riportano ad una piacevole e suggestiva atmosfera d'antan.
Il rifugio dispone di 25 posti letto in sobrie ed accoglienti camerette da due a otto posti. Le docce e servizi sono in comune e dotati di acqua corrente calda.
A richiesta è possibile organizzare in collaborazione con guide professioniste escursioni, trekking, salite ai "3000" della zona e in inverno gite con racchette da neve e sci.

In estate e autunno passeggiate tranquille e adatte a tutti conducono ai meravigliosi laghi della zona, alle belle e dolci cime sopra il rifugio con vista straordinaria sui ghiacciai del gruppo del Delfinato. Escursioni imperdibili sono la traversata a Thures e la visita alla riserva naturale della valle di Cerveyrette, incantevole angolo del Queyras.
Consigliabile è anche il sentiero didattico degli alberi secolari.
La Capanna è un'ottima base per salire i "3000" della zona, riservati agli escursionisti più allenati: le vicine cime della Terra Nera (3100 m) e della Merciantaira (3293 m).
Le decine di sentieri e strade sterrate sono inoltre il terreno ideale per gli appassionati di mountain bike, dove ognuno potrà scegliere il proprio percorso in base alle sue capacità e al suo grado di allenamento.

D'inverno i Monti della Luna, grazie ai sentieri e alle piste battute, sono un vero paradiso per gli escursionisti, che possono raggiungere il rifugio da Bousson o da Sagnalonga senza nessun tipo di attrezzatura. Con le racchette da neve si possono effettuare bellissime escursioni nei boschi e sull'altopiano di Col Bousson. Una traccia quasi sempre presente tocca una delle cime più panoramiche della zona, la Cima Fournier (2424 m)
Anche lo sci di fondo e il fondo escursionismo trovano qui terreno ideale, sia per gite giornaliere, sia per effettuare una delle traversate più belle e famose delle Alpi, l'Haute Trace des Escartons, che attraversa in cinque tappe le Alpi Cozie dal Queyras a Nevache e tocca Capanna Mautino.
Gli amanti dello sci alpinismo trovano qui condizioni sicure anche dopo forti nevicate per raggiungere le cime della zona. Tra le gite più reminerative, oltre alla classicissima Dormillouse (2908 m), la salita al Mont Gimont (2648 m) e la lunga discesa nel Vallone dei Mandarini.

Per ulteriori informazioni e prenotazioni
Tel.: (+39) 347.365.45.10
info@capannamautino.it